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Lo spacciagiochi – Ocean Crisis

Fever Games ci aiuta a salvare gli oceani con un titolo cooperativo che ci vedrà impegnati a combattere l’assalto della plastica!

Ocean Crisis è un gioco per 2-5 giocatori di CHEN,JHAO-RU, Hsien Pu Jan, Chi Wei Lin (ho copiato da BoardGameGeek) illustrato da Meng-Jung Yang della durata di un’oretta circa. 

A portare il gioco in Italia è stata Fever Games, anche se in un numero limitato di copie. Un’iniziativa, comunque, che mi ha dato modo di giocare a questo titolo che conoscevo solo attraverso articoli e video.

Da qualche parte, nell’Oceano Pacifico si trova un cumulo di plastica più grande della penisola iberica. I rifiuti arrivano dalle città, attraversano svariati habitat portati dalla corrente dei fiumi, fino a raggiungere la spiaggia. Questa isola di plastica continua a ingrandirsi e l’ecosistema dell’oceano diventa sempre più critico. Sembra proprio un lavoro per la Squadra di Difesa Oceanica.

Nella scatola 

Innanzi tutto, nella scatola non c’è plastica. Tutti i segnalini sono di legno o di cartone (bello spesso), i sacchettini sono di carta (no, niente ziplock) e c’è anche una borsina fighissima di stoffa con i lacci e il logo di Shepherd Kit. Menzione speciale per il comparto legno, che comprende 4 meeple animale e l’aspirarifiuti oceanico, carinissimi. 

La plancia non si piega, sono due parti che si incastrano tipo pezzi di puzzle, a questa si aggiunge la plancia oceano, con una ruota fermata con un perno centrale. Niente da temere in questo caso, è solidissima e perfettamente aderente, non va raddrizzata con le manine.

Preparazione 

  • Si monta la plancia e si mette accanto quella dell’oceano (con la rotella).
  • Si posizionano sulla plancia le carte round (numero e tipologia variano a seconda della difficoltà scelta), le carte miglioramento, tutte le tesserine strada e quelle che indicano i diversi luoghi che potremo raggiungere durante la partita.
  • Ogni giocatore riceve i volontari (meeple) del suo colore (il numero varia a seconda del numero dei partecipanti, in modo da mantenere sempre lo stesso numero totale).
  • Si parte! 

La partita 

Il gioco si svolge in tanti round quante sono le omonime carte e ogni round è diviso in quattro parti. 

  1. Si inquinano il fiume e la spiaggia pescando tessere rifiuto dalla borsina come indicato dalla carta del round che sta iniziando. Alcune carte indicano di raddoppiare i rifiuti di una certa sezione del fiume, state molto attenti a non lasciarne troppi! Se non ci sono più carte, è finita la partita. I segnalini riportano tipi diversi di rifiuto, vedremo tra poco perché.
  2. Si posizionano i meeple sulla “Base Eco” (Sì, come quella su Hoth) o sui gettoni rifiuto lungo il fiume \ in prossimità della spiaggia
  3. Si utilizzano i meeple.
    • Quelli sulla base vi consentono di pescare una strada dalla riserva e posizionarla sulla plancia (un po’ tipo Carcassonne). Cercate di raggiungere i luoghi speciali perché ci sono dei bonus di enorme importanza da sbloccare.
    • Quelli sui rifiuti vi consentono di lanciare un dado per ripulire l’area, notate che al dado dovrete sommare il numero di meeple presenti sulla tessera prima di rimuovere il meeple utilizzato. Se ci sono due meeple, per esempio, il primo lancio avrà un +2 e il secondo un +1.
  4. Il fiume porta a valle i rifiuti. Tutte le tessere presenti nella sezione alta del fiume finiscono in quella media, quelle della media finiscono nell’estuario e quelle nell’estuario finiscono in mare. Attenzione, alcune tessere possono essere trasportate dalle correnti (lancio di dado che fa muovere la ruota) fino all’isola di plastica, se alla fine della partita non ci sarà almeno uno spazio vuoto nell’isola, la partita sarà persa!

Note aggiuntive 

Sono stato molto rapido nel descrivere il flusso di gioco, vorrei descrivere, però, alcune delle cose che possono fare i vostri meeple. 

Chi ben comincia… Se con il tiro del dado non siete riusciti a rimuovere la plastica, potete comunque girare il segnalino sul lato “facile” (con un numero più basso), avete iniziato a bonificare l’area. Quando il segnalino verrà rimosso dalla spiaggia, inoltre, verrà inviato al vicino centro di ricerca. Raccolti 6 segnalini, sceglietene uno: quella tipologia di rifiuto entrerà in gioco sul lato “facile”. 

Nuove tecnologie: utilizzando le tessere strada, potrete raggiungere il perimetro dell’area di gioco e sbloccare nuove tecnologie che rimuovono in automatico alcuni rifiuti, migliorano il centro di ricerca, sbloccano meeple aggiuntivi e introducono asimmetria (ogni giocatore può acquisire un’abilità peculiare) 

Scenari e missioni 

Il gioco base viene arricchito da scenari e missioni, che introducono piccole variazioni sul tema e dei meeple animali bellissimi. Nelle tre missioni dovremo salvare delfini spiaggiati, granchi eremiti nascosti tra i rifiuti o aiutare le tartarughe a trovare un luogo dove deporre le uova per avere dei bonus.I tre scenari, invece, includono nuove condizioni di vittoria: se non riusciremo a salvare, rispettivamente, granchi, aironi e squali, avremo perso la partita!

Una nota di merito su queste aggiunte al gioco base è l’ambientazione che, complice un’estetica molto azzeccata, si integra molto bene e non risulta appiccicata.

Catastrophe!

Catastrophe è una scatolina che ho acquistato assieme al gioco base, contiene un’espansione che vede nuovi scenari e missioni, tra cui reti abbandonate che possono fare discreti danni ammucchiando plastica e persino una petroliera che sta colando a picco. Nessuna regola sovvertita o meccanica particolare aggiunta, ma già che c’ero ho preso pure questa mini espansione. 

Conclusioni 

Ocean Crisis è un cooperativo molto semplice, principalmente adatto alle famiglie, ma anche i giocatori un po’ più esperti si possono divertire, magari complicandosi un po’ la vita con gli scenari. Devo dire che mi sono avvicinato a questo gioco principalmente per il tema, ma ho trovato un gioco non banale, da poter proporre veramente a chiunque e con più variabilità di quanto pensassi. Io sono uno che preferisce correre a prendere i meeple aggiuntivi, mentre altri preferiscono altre strategie; se al tavolo non c’è nessuno che si sente in dovere di dire agli altri cosa fare, le partite possono avere una discreta varietà (non aspettatevi stravolgimenti mozzafiato, ecco).

Dicevo, il tema. Mi è piaciuta molto l’idea di non avere uno di quei “giochi educativi” che sono delle lezioni camuffate da gioco (spesso noioso, tra l’altro), ma un gioco con un tema di attualità come quello dell’inquinamento. Quest’anno Play avrebbe avuto come tema il futuro sostenibile e questo gioco è decisamente un ottimo rappresentante di questo argomento.

I miei amici Francesco e Giulia, che hanno dimostrato il gioco per Fever Games a Lucca Comics & Games, hanno apprezzato parecchio questo titolo e hanno notato che i ragazzini, agendo più d’istinto degli adulti sulle emergenze, hanno portato a casa più vittorie, un altro punto a favore di un gioco destinato alle famiglie.

In qualche store online potete trovare ancora qualche copia di Ocean Crisis, portatevela a casa alla svelta, perché non si sa quando tornerà disponibile.

Nota: per coerenza, non ho imbustato le carte di questo gioco, ma se volete farlo trovate le bustine su MagicMerchant.it

Francesco "The Doctor"

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