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Lo spacciagiochi – Roam

Eccoci a vagare per le terre arziane in Roam, l’ultima fatica di Ryan Laukat.

Con ultima fatica intendo l’ultima ad arrivare in Italia, anche se sappiamo che ci sono altre novità di Laukat in arrivo grazie al team di dV Giochi, ma di questo parleremo più avanti.

Roam è un gioco per 2-4 giocatori ideato e illustrato da Ryan Laukat, che sicuramente conoscerete per titoli come “Otto minuti per un impero – leggende” o “Above and Below”, “Near and Far” o il prossimo “Sleeping Gods”.

La storia

Benvenuti nelle terre arziane, culla di civiltà antiche, dimora di creature bizzarre, luogo di prodigi inspiegabili e di avventurieri valorosi. Da qualche tempo, però, in questo territorio si è diffuso uno strano morbo, a causa del quale tutte le creature hanno iniziato a vagare senza meta per centinaia di chilometri, in una marcia intrepida ma incoerente, per poi dedicarsi ad attività stravaganti. Tocca a te cercare questi avventurieri e svegliarli dal loro sonno ipnotico, assoldandoli man mano per aiutarti a trovarne ancora di più!

Nelle terre arziane sono stati ambientati Above and Below e Near and Far, questo mondo si espande ora con Roam.

Nella scatola

  • 12 carte iniziali (3 per colore)
  • 43 carte personaggio /territorio
  • 24 tessere artefatto
  • 96 segnalini esplorazione (24 x 4 colori)
  • 36 monete
  • 1 carta avamposto e
  • 4 carte riassunto.

Preparazione

Preparare una partita di Roam richiede meno di due minuti. Si separano i segnalini in legno (ogni giocatore riceve quelli del suo colore, oltre alle tre carte con lo stendardo corrispondente), si posizionano sei carte in un rettangolo 2×3 a formare l’area di gioco (la mappa, insomma) e si è pronti a partire.

Nella versione completa del gioco dovrete rivelare anche tre tessere artefatto, vi consiglio di affrontare un paio di partite senza, per prendere confidenza con il gioco, dopodiché potete dimenticarvi della modalità semplificata.

La partita

Ogni carta è divisa in sei quadrati, l’area di gioco è formata da sei carte, per un totale di 36 quadrati in una griglia 6×6. Ogni giocatore dovrà posizionare i propri segnalini colorati su questi quadrati, cercando di raccogliere le monete ivi raffigurate e, al contempo, cercare di ottenere il controllo di più carte possibile.

Come si fa? Sempicissimo, si usano i nostri personaggi, che ci consentono di disporre i segnalini del nostro colore secondo uno schema ben preciso.

Lum Lumurra consente, ad esempio, di posizionare tre segnalini a “L”, mentre Stalturn solo due segnalini, in diagonale. Vedete che Blorgund il Dotto ha un quadrato tratteggiato? Potete piazzare un segnalino anche in quella posizione, ma vi costerà due monete.

La particolarità è che non potete ruotare le carte, dovete usarle esattamente come le vedete, ogni carta-personaggio, quindi, riflette il vostro punto di vista: se io posso mettere tre segnalini in verticale, la stessa carta in mano al giocatore alla mia sinistra o alla mia destra, consentirebbe di mettere tre segnalini in orizzontale, ad esempio. Questo semplice accorgimento, unito al notevole quantitativo di carte personaggio, garantisce una notevole variabilità alle partite.

Man mano che userete i vostri personaggi, li volterete a faccia in giù, per indicare che non saranno disponibili fino a che non li avrete utilizzati tutti. Se vorrete riattivarli anzitempo, dovrete pagare una moneta per ogni personaggio ancora a faccia in su.

Quando una carta ha tutti gli spazi occupati, si verifica chi ha la maggioranza dei segnalini, quel giocatore otterrà la carta e una nuova verrà presa dalla cima del mazzo per colmare lo spazio vuoto appena creato. Voltate la carta appena ottenuta, è un nuovo personaggio a vostra disposizione: non solo vi conferisce punti vittoria a fine partita, ora avete un modo nuovo di posizionare segnalini per conquistare nuove carte. Potete vedere qualche esempio nella prima immagine dell’articolo o in quella qui sotto, in cui vedete una carta che vale ben 4 punti a fine partita, ma consente di posizionare un unico segnalino gratis, per gli altri 4 si deve pagare. Discorso diverso per la carta accanto: 3 segnalini gratis, 2 a pagamento.

In caso di parità, parte un’asta tra i giocatori, in ordine di gioco, a partire da chi ha completato la carta, il miglior offerente otterrà la carta

Quando avrete dinnanzi a voi 10 personaggi, si completerà il giro in modo che tutti giochino lo stesso numero di turni e si procederà al calcolo dei punti per determinare il vincitore.

Tutto qui? Tutto qui.

Come al solito, è dietro a due semplici regole che si nascondono i giochi interessanti e Roam è decisamente uno di questi casi.

Saraa Limina ci ha ringraziati per aver salvato le sue monete.

Conclusioni

Roam è un fortissimo candidato al gioco dell’anno, con le sue regole semplificate è veramente alla portata di tutti. L’unica difficoltà che ho riscontrato è stata di tipo spaziale. Durante le prime partite, alcuni dei miei compagni di gioco hanno avuto qualche dubbio sull’effetto di alcune carte un po’ particolari, dove bisogna saltare caselle e via dicendo. Se siete in difficoltà, non fatevi problemi a provare la disposizione dei vostri segnalini prima di confermare la mossa, si gioca per divertirsi. Per poter tornare indietro in caso di prova insoddisfacente, ricordate di posizionare i segnalini in verticale. Li sdraierete solo una volta confermata la mossa.

Quando avete preso confidenza con il gioco, ci vorrà pochissimo, ve l’assicuro, inserite le tessere artefatto in partita. Si tratta di un ottimo investimento per trasformare monete in punti vittoria e alterare leggermente le regole del gioco, tra cui muovere/rimuovere un segnalino già presente sulla mappa, alterando la maggioranza su una carta o ruotare di 90° uno dei vostri personaggi prima di applicarne l’effetto. Certo, acquistare un artefatto significa privarsi di preziose monete e rinunciare a posizionare segnalini extra sulla mappa, la scelta su come investire il proprio denaro va fatta oculatamente. Le monete non sono tantissime (ma non così poche quanto in 8 Minuti per un Impero), ma mi sono trovato più di una volta a decidere di sprecarne una o due per girare i personaggi anzitempo e riattivare quelli più potenti.

Quando si utilizza un personaggio, si può “sprecare” parte del suo potenziale: dato che in una casella non possono coesistere due segnalini, semplicemente non si aggiungono, ma esiste una variante avanzata in cui si può aggiungere un secondo segnalino sopra uno già esistente, proprio o altrui!. In questa modalità, il calcolo delle maggioranze diventa molto più cattivo. Non ho mai provato questa variante, dato che ci ho sempre giocato con i suoceri e avrei complicato inutilmente loro la vita, ma sono molto curioso di cimentarmi con qualche giocatore più esperto, questo è il terzo livello di difficoltà che Roam mette a disposizione e, davvero, non so cosa si possa chiedere di più a un gioco in una scatolina così compatta.

Roam è davvero un gioco dove una partita tira l’altra (suocero che non gioca MAI, ridividendo i segnalini e le carte: “Ne facciamo un’altra?”) e credo che sia un ottimo acquisto per le famiglie o comunque per gli amanti dei giochi adatti a tutti, proprio per questa sua triplice natura.

Sulle illustrazioni di Ryan Laukat non sto a spendere più di poche parole, ormai lo sappiamo, ha uno stile peculiare, che a me piace molto, ma vi invito a leggere le descrizioni dei personaggi, man mano che li sveglierete dal loro torpore, perché aggiungono un tocco simpatico alla partita, con gli inevitabili commenti sull’attività bizzarra che stavano svolgendo quando li avete incontrati.

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Francesco "The Doctor"

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